sabato 22 giugno 2013
Bandiere rosse per difendere il verde
Bandiere rosse a non finire sventolano ad Istambull per difendere la causa del verde. Geki park, unica area verde della capitale è assediata da centinaia di migliaia di cittadini che finalmente hanno detto "no" alla rimozione del verde per far spazio allo sfruttamento edilizio.
La stampa sin'ora minimizza parlando di disobbienza civile ed atti di terrorismo da parte di "arrampicatori sociali" che intendono sovvertire l'ordine del paese che impediscono la crescita e lo sviluppo economico e sociale del paese che sta seguendo "l'Abudabyeconomy" che prevede l'abbattimento di 600 alberi e la creazioen del Geki Park di una piazza con tanto di edificio commerciale nel cuore della città calato dall'altro con la connivenza dei maggiori soggetti speculatori (immobiliari, banche ecc)
I cittadini invece stanno lottando per poter far comprendere il loro dissenso e che la trasformazione delle aree non può più avvenire se non con una partecipazione democratica che non sta a significare "accettare a tutti i costi le scelte urbanistiche che di volta in volta vengono previste dai pianificatori" bensì "condividere inbiseme l'utilizzo delle risorse esistenti e la loro trasformazione ascoltanto il parere del popolo che "rimane il solo ad avere il diritto collettiva della sua tutela, conservazione e trasformazione"
La mia solidarietà vola a sostegno di questi eroi che lottano muniti di maschere PET contro le forze dello stato che utilizza sostenze vietate contro inermi cittadini e confido in un allargamento della reistenza attiva anche in tutte le parti del territorio che anche da noi e negli altri paesi sono soggette ad arbitrarie trasformazioni.
Penso alle operazioni in atto per la TAV, penso ai nuovi porti, penso alle centinaia e migliaia di centri commerciali che vengono tutti i giorni messi in atto da pianificatori che ottusamente pensano cha ancora oggi mattone significa progresso.
Penso a tutti noi che guardiamo sbigottiti ogni volta che ci troviamo una nuova rotatoria, una nuova strada, una nuova superstrada, ogni volta che assistiamo inermi ad operazioni di demolizioni di interi edifici che pian piano trasformano l'identità strutturale degli isolati .
Penso a tutti coloro che ci hanno preceduto e mi domando, visto il nostro atteggiamento, cosa potranno fare coloro che ci seguiranno
La stampa sin'ora minimizza parlando di disobbienza civile ed atti di terrorismo da parte di "arrampicatori sociali" che intendono sovvertire l'ordine del paese che impediscono la crescita e lo sviluppo economico e sociale del paese che sta seguendo "l'Abudabyeconomy" che prevede l'abbattimento di 600 alberi e la creazioen del Geki Park di una piazza con tanto di edificio commerciale nel cuore della città calato dall'altro con la connivenza dei maggiori soggetti speculatori (immobiliari, banche ecc)
I cittadini invece stanno lottando per poter far comprendere il loro dissenso e che la trasformazione delle aree non può più avvenire se non con una partecipazione democratica che non sta a significare "accettare a tutti i costi le scelte urbanistiche che di volta in volta vengono previste dai pianificatori" bensì "condividere inbiseme l'utilizzo delle risorse esistenti e la loro trasformazione ascoltanto il parere del popolo che "rimane il solo ad avere il diritto collettiva della sua tutela, conservazione e trasformazione"
La mia solidarietà vola a sostegno di questi eroi che lottano muniti di maschere PET contro le forze dello stato che utilizza sostenze vietate contro inermi cittadini e confido in un allargamento della reistenza attiva anche in tutte le parti del territorio che anche da noi e negli altri paesi sono soggette ad arbitrarie trasformazioni.
Penso alle operazioni in atto per la TAV, penso ai nuovi porti, penso alle centinaia e migliaia di centri commerciali che vengono tutti i giorni messi in atto da pianificatori che ottusamente pensano cha ancora oggi mattone significa progresso.
Penso a tutti noi che guardiamo sbigottiti ogni volta che ci troviamo una nuova rotatoria, una nuova strada, una nuova superstrada, ogni volta che assistiamo inermi ad operazioni di demolizioni di interi edifici che pian piano trasformano l'identità strutturale degli isolati .
Penso a tutti coloro che ci hanno preceduto e mi domando, visto il nostro atteggiamento, cosa potranno fare coloro che ci seguiranno
Iscriviti a:
Post (Atom)


