domenica 1 giugno 2014

Villaggio Globale



VILLAGGIO GLOBALE





nella prima metà del 20° secolo la diffusione del Movimento moderno ha favorito la generalizzazione  del modo d'essere sia nei rapporti umani, che nelle interrelazioni, nonchè ne campo dell'architettura.
In pratica ci si ritrova ovunque e comunque a condividere tutti di uno stile internazionale che non si occupa per nulla delle caratteristiche climatiche e delle particolarità locali.
Cristian  Norberg-Schulz, Frank Lloyd  Wright ed Alvar Aalto ci misero da tempo in guardia preannunciando che presto, se non si correva al riparo, la società poteva correre il rischio di adottare uno schema di vita con un allontanamento abissale tra il modo di vivere la natura e la tradizione.
Coraggiosamente iniziarono a reinterpretare le regole schierandosi a sostegno di un "genius loci" e del rispetto dei "piccoli uomini".
 Avvenne così che proposero case in pietra e legno (che incredibilmnete risultavano innegalmente moderne) che sembravano essere state generate dall'appartenenza di uno specifico luogo.
Non così è però avvenuto in genere per altri soggetti che hanno continuato a persistere nella strada intrapresa con il risultato che se ci guardiamo attorno, pur spaziando con la latitudine e la longitudine percepiamo inesorabilmente un unico "villaggio globale"

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